Intrappolata nel labirinto dei miei incubi, in bilico tra dolore e follia,
gemente per le ferite e la carne ormai esangue,
cieca al buio della mia solitudine.
Di me questo resta, corpo lacero e vuoto,
mente fragile e pazza,
occhi asciutti e labbra aride.
Prigioniera languo sull'eterna altalena dei miei pensieri.

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