Sono ore che guido, la strada sembra sempre uguale, come se girassi in tondo.
Sarà il sonno, la stanchezza, l'ansia di arrivare; ma nonostante io sia sveglio, la mente non fa altro che vagare tra ricordi e sogni, fatti mille volte, sempre uguali, percorrendo questa strada in macchina con i miei genitori.
Ci sono attimi in cui tutto ritorna alla memoria così vivido che mi viene il dubbio di essermi addormentata.
Eccola lì la mia figura da bambina, seduta sul sedile posteriore, con il naso appiccicato al vetro del finestrino, quando immaginavo fate che saltellavano da una cima all'altra degli alberi, in una corsa sfrenata, come se volessero accompagnare il nostro viaggio; oppure ogni volta che mio padre imboccava una galleria e, come per magia, si trasformava nelle fauci della balena di Pinocchio.
Ne avevo di fantasia, e si, amavo quel cartone.

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